|
|
June 28 | Quel che il giorno deve alla notte di Yasmina Khadra.
Se mi avessero detto che una semplice folata poteva cambiare il corso della mia vita, forse avrei preso le mie precauzioni. Ma a diciassette anni ti senti capace di cadere in piedi, qualunque cosa succeda... | June 15 | Le mani su Parigi di Dominique Manotti.
La porta si apre, Bornand si volta. Appena il tempo di dirsi: un elegantissimo tailleur-pantalone, blu scuro a righe bianche, senza dubbio Saint Laurent, sta benissimo anche alle donne un po' in carne. Lei imbraccia un fucile da caccia, calibro 12, canne sovrapposte, cartucce a pallettoni attaccate con un filo di tungsteno, spara due volte, un colpo dopo l'altro, all'altezza del petto, l'uomo è quasi troncato in due, la morte è istantanea. Lei contempla la pozza di sangue che si allarga sulla scacchiera bianca e nera. | June 08 | Colui che gli dei vogliono distruggere di Gianluca Morozzi.
Avevo capito quasi subito di non aver viaggiato soltanto nello spazio e nel tempo, ma anche di aver varcato la soglia tra due universi paralleli. L'avevo capito quando avevo visto Leviatan volare tra i grattacieli, per combattere degli assurdi robot a forma di libellula. Nel mio universo, vedi, i supereroi non c'erano. I supereroi, nel mio universo, se ne stavano colorati e bidimensionali nelle pagine dei fumetti. | June 03 | Le stanze di Mogador di Gian Luca Favetto.
Viaggiare è rimanere lontani anche un po' da sè stessi, dai luoghi comuni. Non essere più, almeno per un periodo, la persona che eri prima di partire. Poi sì, l'ingranaggio delle abitudini, i meccanismi sociali ed emotivi, le amicizie, i paesaggi ti riprendono, ti rifanno dei loro. Ma intanto sei rimasto straniero abbastanza per conservare uno sguardo pulito, sorpreso. |
|